Le analogie dei contrari

Particolare - Il Matto

Particolare – Il Matto

– I Tarocchi di Tito Di Pippo –

Presentazione di Ida Mastromarino

Alla parola “Tarocchi” la mente vola subito a qualcosa di losco, ingannevole. Ai giorni nostri hanno persino coniato l’aggettivo “taroccato” per designare la contraffazione. Certo non bisogna fidarsi di chi li usa per arricchirsi, manipolando speranze e paure altrui.

Qui però ci interessa un altro modo di trarre profitto dai Tarocchi, molto più affascinante della divinazione: è il contenuto profondo occultato negli Arcani, un percorso psichico di autoconoscenza, uno strumento per auto-interrogarsi, meditare, crescere, “individuarsi” come direbbe Jung.

Secondo il Wirth, i Tarocchi furono inventati in Italia alla fine del 1300, da un ignoto cabalista che trasformò delle carte istruttive per bambini, in un complesso gioco di simboli per adulti ed iniziati. Si tratta di un metodo per la conoscenza di se stessi, su principi comuni alla metafisica, alla filosofia perenne, alle religioni, alle mitologie. Visioni antiche che oggi ricevono conferme scientifiche, dalla fisica quantistica agli studi sulla mente.

Tarot - Il Mago e il Matto -

Tarot – Il Mago e il Matto –

I 22 Arcani dei Tarocchi, suddivisi su due file di 11, rappresentano due vie di conoscenza:

1) la via maschile, dorica, attiva; 2) la via femminile, ionica, passiva.

“Passivo”, qui, non significa inferiore, va inteso bene. Liberiamoci del dualismo, le due vie non sono alternative tra loro: un essere umano, uomo o donna che sia, deve percorrerle entrambe, per sviluppare ogni aspetto della sua personalità. È indicativo che la via maschile richieda lo studio dei saperi dei due sessi: i 4 Arcani simmetrici che si presentano al soggetto sono la Papessa (2), l’Imperatrice (3), l’Imperatore (4), il Papa (5), due donne e due uomini, investiti di funzioni laiche e religiose. Rappresentano l’Intelligenza femminile – le conoscenze induttive – e l’Intellettualità maschile – le conoscenze deduttive – entrambe applicate sia alle scienze sacerdotali, metafisiche, astratte, che alle scienze reali, fisiche, concrete.

La scienza contemporanea conferma il diverso “modo di pensiero” tra uomini e donne, gli uni razionali, le altre intuitive. Secondo studi sul cervello, alla domanda “quanto fa 2+2”, il ragionamento maschile, è logico, analitico, deduttivo, “step by step”, mentre il pensiero femminile è irrazionale, intuitivo, induttivo, ha subito la risposta ma non sa quale sia stato il percorso per arrivarci, l’ha intuito.

Tarot - Iside e il Mondo -

Tarot – Iside e il Mondo –

Dal 1° Arcano all’11°, dal Bagatto alla Forza, si snoda la via maschile, secca: si studia, ci si prepara e si entra nell’agone della vita, con gli scopi che ci si è prefissi nel mondo materiale. Poi bisogna percorrere l’altra metà del ciclo.

Dal 12° al 22° Arcano (che è anche 0), dall’Appeso al Matto, si svolge la via femminile, umida: l’Io materiale deve essere penalizzato perché possa nascere una dimensione spirituale. Mi ricorda uno dei Misteri femminili di Eleusi, analizzato dalla Harding, che recita: “Non sarai mai libera se non sarai mai schiava”. Profonda verità. È attraverso la sofferenza che si apprende e ci si libera di abitudini mentali ed emotive. Così è la via femminile: non c’è studio preliminare che precede l’azione ma azione distratta e impulsiva, che porta a delle conseguenze, che hanno il dono di farti apprendere ciò che ti serve, per liberarti di un Ego cristallizzato, che ostacola nuove visioni. I buddisti, quando ti lamenti dei tuoi guai, commentano sorridendo: “Bene, vuol dire che ti stai liberando dell’Ego”.

È interessante il fatto che questa via femminile sia stata occultata fin dai tempi delle Dee, di Iside, e che gli alchimisti l’abbiano dovuta criptare per proteggersi dai roghi, che hanno continuato ad ardere per tutto il magnanimo Rinascimento. Dall’illuminismo in poi l’occidente ha sposato la rassicurante ragione, preferendo ignorare le ombre inquietanti dell’inconscio. Un ulteriore velo d’inferiorità è calato sulla saggezza femminile, costretta a macchinare nell’oscurità. Ritrovo nei Tarocchi le tracce di questa sapienza dimenticata: sono un trattato di alchimia dell’anima, una mappa mentale per diventare un essere umano completo, che ha integrato il proprio aspetto maschile e femminile. Qui si respira il linguaggio dell’arte, della poesia, del sogno.

Tarot - L'Imperatrice e Il Giudizio -

Tarot – L’Imperatrice e Il Giudizio –

In tutte le Arti è proprio la via femminile a fecondare l’immaginazione: zittire il pensiero critico per poter liberamente creare e solo dopo valutare analiticamente.

Gli studi sulla memoria e la creatività dimostrano che l’inconscio non comprende il metodo logico (di precetti e morali) perché parla un’altra lingua, irrazionale, intuitiva, fantasiosa, paradossale. Percepisce gli altri attraverso il filtro della propria psiche (paure, complessi, fobie) e delle impressioni variopinte dei sensi, coglie le emozioni nel linguaggio del corpo, dà un significato al modo di occupare lo spazio e, continuamente attratto da mille stimoli, produce e proietta spontaneamente immagini.

Centinaia di artisti consapevoli hanno dipinto le immagini dei Tarocchi e le hanno arricchite di simboli iniziatici del proprio tempo e della propria scuola di pensiero. Anonimi “imagiers” e noti artisti hanno continuato a passarsi il testimone della conoscenza che ti rende libero.

Tito Di Pippo è uno di loro, con il suo sguardo surrealista divergente, immaginifico e paradossale, mistico e patafisico. In questa nuova serie di lavori sui Tarocchi concentra la sua attenzione sulle “analogie dei contrari”, sulle coppie di Arcani corrispondenti delle due vie, maschile e femminile, dove l’io diventa noi e al dualismo si mettono le briglie per avanzare nell’equilibrio.

Ida Mastromarino

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Silencio

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SSSS. … Sss … ¡Silencio!

Una abeja zumba a través de mis ojos

La flor protege sus pétalos de mi respiración

Una multitud de termitas hambrientas

banquete en el tronco del esqueleto

El sol quema las hojas en mi cara

Miro hacia arriba, entre las ramas, las hojas de la luz

Miradas de luz frente a la torpeza del sueño

Peinandose las plumas, conscientes del viaje

Hasta los libros escritos en el cielo …

En el silencio … …. SSS SSSS

poesia y fotos de Tito Di Pippo

REFLEXIONES

Mirar sin conceder ventajas o pérdida

Los paraísos perdidos o encontrados están vacíos

La muerte y el renacimiento

pertenecen a la rueda de los deseos y los miedos

Todo fluye desde el océano mente sin tiempo

Cristalizando pasado y futuro

está confusión en el presente

Idealizar el amor de segregación en el ego

La matriz es el orgullo está ahí para ver …

No hay nada que llenar o vaciar

Sólo podemos observar el tema sin prejuicios

Libre de la voluntad de ganar o perder cualquier luz ….

poesia y fotomontaje de Tito Di Pippo

Cascada de ilusiones

Sobrevuelo los meandros del pasado,

Llorando sus errores y lavando añoranza

Ha mirado inexorable la cuchilla corta las raíces de su orgullo

Se expande constantemente su aliento

Ayudando apneas axfisiantes

Mente cristalizada de opiniones

Construie gafas para ver el presente

Son de espejo y revelan reflejos

De deseos inmovilizados en telarañas

Batería dan ritmo a los corazones cansados

Los dedos dibujan curvas de los pechos maternos

Que despertan abandonos de calor húmedo

Búsqueda incesante en el hogar

No da el paraíso y no tiene miedo a los infiernos

Mirar con compasión

la cascada incesante de ilusiones infinita de la mente … …

obra y poesia de Tito di Pippo

Il tempo

Il tempo ha evirato le nostre intuizioni
Regalandoci gerarchie e sottomissioni
Arrivando in questo corpo
Ho perso la memoria
Nel buio l’ho cercata
Rotolando sui gradini
Tante volte ho detto “è questa!”
Abbracciandola contento
Illuso l’ho baciata
Mordendomi la lingua
Mi son fermato ……..che confusione!!!
Era tutta un’illusione
Un ri…mbalzo di opinioni
Tutte colme di certezze….prive di carezze….

Obra y poesia de Tito Di Pippo.

¿¿Cuando nos despertamos??

Inundados de sueños del pasado

Planificamos el futuro

¿que pasará cuando nos despertamos ?????

Don Quijote (español)

Don Quijote me ha inspirado

En la locura del pasado

Me comí ideales

Bebiendo en los canales

He defendido de los abusos

a pueblos ilusos

He pagado sobre mi piel

los gritos de la gente

Una noche soñé

No estar satisfecho

Me sentí sofocado

en el espejo he mirado

en el ojo le he escupido

Narciso estava reflejado

Con mi cuerpo follando

El despertar ha sido duro

le grité contra el muro

Una multitud respondió

Y todavía estoy confuso

Miré con coraje

La sombra en su radio

en la tinieblas envolventes

los pensamientos seductores

estienden velos intrigantes

sobre cerebros arrogantes

he visto don Quijote

Qué abuso … .. soy proprio un iluso!

Poesia y elaboración grafica de Tito Di Pippo